La Martesana a Crescenzago
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Pessano con Bornago, 10 marzo 2013
Pessano con Bornago, 10 marzo 2013
25 aprile 2013
25 aprile 2013
----- Original Message -----
Sent: Monday, April 01, 2013 11:22 PM
Subject: I: Appello al Sindaco Pisapia

L'appello che segue è a difesa della comunità rom di Via Idro,

per la sicurezza delle persone e dei quartieri di Crescenzago Gobba Adriano,

per la valorizzazione del parco della Media Valle del Lambro, per la realizzazione del progetto “ Il Villaggio sociale e solidale di Via Idro “ presentato all’Amministrazione comunale da 10 associazioni e comitati e gruppi di cittadini, tra cui l’ANPI di Crescenzago.

Si invitano coloro che condividono l’appello a inviarlo ai seguenti destinatari:

Sindaco.Pisapia@comune.milano.it; Paolo.Limonta@comune.milano.it; Assessore.Majorino@comune.milano.it; Assessore.Benelli@comune.milano.it; Assessore.Granelli@comune.milano.it; Claudiomaurizio.Minoia@comune.milano.it; Pasquale.Maggiore@comune.milano.it; Alessandra.Debernardis@comune.milano.it; Mario.villa@comune.milano.it; Stefano.costa@comune.milano.it; basilio.rizzo@comune.milano.it; Mirko.Mazzali@comune.milano.it

 Grazie.

 Giuseppe Natale

 


Da: SITART [mailto:info@sitart.org]
Inviato: domenica 31 marzo 2013 23:00
A: giusnatale@alice.it
Oggetto: Appello al Sindaco Pisapia

 

Come associazioni e cittadini che costituiscono la Rete di amici della comunità rom di via Idro ci ritroviamo costretti a rivolgere un nuovo appello, più preoccupato di quelli lanciati in precedenza, affinché l’Amministrazione comunale prenda urgentemente tutte le misure necessarie per affrontare la grave situazione che si è determinata nel campo.

Come abbiamo più volte denunciato, la situazione del campo, che da oltre un anno è abbandonato a se stesso, si è ulteriormente deteriorata e presenta gravi problemi di legalità e di sicurezza. Alcuni membri della comunità rom di via Idro, ben conosciuti dalle Autorità per i loro comportamenti delinquenziali, stanno commettendo atti di intimidazione e di violenza che non solo pregiudicano le residue possibilità di convivenza tra gli abitanti del campo, ma ne mettono a repentaglio la stessa sicurezza.

In poco tempo si è passati dalla minacce, ai pestaggi, alle devastazioni.

Alcune famiglie sono state costrette ad abbandonare precipitosamente il campo e le loro abitazioni  sono state saccheggiate, devastate e date alle fiamme senza che nessuno (Comune, Prefetto, Questore e Polizia) sia intervenuto per impedirlo. Queste persone hanno trovato un riparo provvisorio presso conoscenti e non possono rientrare nel campo, perché questo metterebbe a repentaglio la loro sicurezza e soprattutto quella dei loro figli e nipoti, tra cui diversi bambini piccoli.

Altre famiglie sono sottoposte a quotidiane intimidazioni e minacce e sono costrette a tenere chiusi in casa i bambini, nel timore che anche loro possano essere fatti oggetto di atti di violenza.

Per effetto di questa situazione è fortemente diminuita la frequenza scolastica e si sono del tutto interrotte le attività volontarie – educative, ricreative e sociali ‑ condotte nel campo e in particolar modo nel Centro polifunzionale, che è stato fatto a sua volta oggetto di ripetuti atti di vandalismo e risulta ormai inutilizzabile.

Noi non ci rassegniamo all’esito che in questo quadro pare ineluttabile e cioè la fine di questa esperienza che pur tra i tanti problemi ha conseguito anche importanti risultati, tra i quali l’elevatissimo tasso di frequenza scolastica dei bambini e dei ragazzi del campo.

Con questo appello vogliamo ricordare all’Amministrazione le sue responsabilità e gli impegni presi nei confronti del campo rom di via Idro – un campo comunale e regolare, abitato da più di vent’anni da persone che sono peraltro cittadini italiani ‑ e più in generale della Zona 2.

Chiediamo che ritorni ad occuparsi del campo, tempestivamente e con adeguate risorse economiche e umane, riqualificando gli spazi comuni, come è stato più volte promesso, ripristinando la legalità e le basilari condizioni di sicurezza e vivibilità e individuando un “gestore” capace e affidabile (e auspichiamo che ciò avvenga attraverso il coinvolgimento dei cittadini della zona 2 e con il contributo determinante del Consiglio di Zona).

Chiediamo, infine, che al più presto si provveda a convocare le famiglie del campo, il cui futuro è oggi più che mai incerto, come previsto dal Progetto Rom Sinti e Camminanti recentemente approvato; e in questo quadro ci permettiamo di riproporre con forza il Progetto di villaggio sociale e solidale da noi elaborato, che ha ottenuto il consenso del Consiglio di Zona 2.

La Rete delle associazioni e degli amici della Comunità rom di via Idro

Melzo, 26 marzo 2013
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Crescenzago, 16 marzo 2013
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