GIORNATA DELLA MEMORIA 2009 (PARCO NORD MILANO, ITALY)

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2009. PER NON DIMENTICARE!

Manifestazione tenutasi domenica 25 gennaio 2009 presso il Monumento alla Deportazione del Parco Nord Milano a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia.

Il 27 gennaio 1945 il campo di sterminio nazista di Auschwitz (Oswiecim) veniva finalmente liberato dai soldati dell’Armata Rossa sovietica, che vi trovarono una manciata di superstiti affamati, infreddoliti ed in pessime condizioni fisiche.

Questo video è dedicato a tutti coloro che sono stati deportati nei lager e non sono più tornati: antifascisti, comunisti, socialisti, socialdemocratici, democratici, studenti, operai, impiegati, prigionieri di guerra, partigiani, Ebrei, Rom, uomini, donne, anziani, bambini, ecc. provenienti da ogni angolo dei territori europei occupati, vittime innocenti del sanguinario e sadico mostro nazifascista.

Video realizzato per la sezione ANPI “Luigi Viganò” di Precotto (Milano).

CENTRO SOCIALE FUCINA (16 LUGLIO 2011)

GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 PARCO NORD MILANO (1 of 3)

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2012. PER NON DIMENTICARE!

Manifestazione tenutasi domenica 29 gennaio 2012 presso il Monumento alla Deportazione del Parco Nord Milano a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia.

Il 27 gennaio 1945 il campo di sterminio nazista di Auschwitz (Oswiecim) veniva finalmente liberato dai soldati dell’Armata Rossa sovietica, che vi trovarono una manciata di superstiti affamati, infreddoliti ed in pessime condizioni fisiche.

Questo video è dedicato a tutti coloro che sono stati deportati nei lager e non sono più tornati: antifascisti, comunisti, socialisti, socialdemocratici, democratici, studenti, operai, impiegati, prigionieri di guerra, partigiani, Ebrei, Rom, uomini, donne, anziani, bambini, ecc. provenienti da ogni angolo dei territori europei occupati, vittime innocenti del sanguinario e sadico mostro nazifascista.

Video realizzato per la sezione dell’ANPI, Associazione Italiana Partigiani Italiani, “Nicolai Bujanov”.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 PARCO NORD MILANO (2 of 3)

 

In questa parte l’intervento del rappresentante dell’ANED, Associazione Nazionale Ex-deportati.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 PARCO NORD MILANO (3 of 3)

 

In questa parte l’intervento di Antonio Pizzinato, rappresentante dell’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

CARROPONTE A SESTO S.GIOVANNI (23 SETTEMBRE 2012)

ANED SESTO SAN GIOVANNI, 13 GENNAIO 2013 (MILANO, ITALY)


Domenica 13 gennaio 2013: immagini del congresso della locale sezione ANED (Associazione Nazionale Ex-Deportati) presso i locali del Consiglio di Circoscrizione N.1 “Rondò Torretta” di Sesto San Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia. Sono intervenuti il Sindaco, vari rappresentanti di associazioni partigiane ed ex-deportati sopravvissuti ai lager nazisti che hanno portato la loro testimonianza. Video realizzato per la sezione dell’ANPI “Nicolai Bujanov”.

WWW.DEPORTATI.IT

WWW.ANPI.IT

CIP "G.TAGARELLI (10 FEBBRAIO 2013)

STOP THE WAR IN SYRIA! CIP SESTO S.GIOVANNI (1 of 5)

 

FERMIAMO LA GUERRA IN SIRIA! / STOP THE WAR IN SYRIA!

Domenica 10 febbraio 2013 presso il CIP “G.Tagarelli” (Centro di Iniziativa Proletaria) di via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia. Incontro e dibattito: “Siria: guerra civile, o ingerenza imperialista?”. Coordinatore: Michele Michelino; interventi di Ettore Zilli (ex-deportato nei lager nazisti e rappresentante dell’ANED, Associazione Nazionale Ex-Deportati), Carlo Remeny (“Arabmonitor”), Osama Saleh e Pierangela Zanzottera (Comitato “Giù le mani dalla Siria”), Luigi Tranquillino (Consigliere Zona 2 Milano), Marcello Gentile (“Casa Rossa” di Milano), cittadini siriani, libanesi, ecc. Tutti gli intervenuti hanno avuto la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni, esclusi alcuni elementi provocatori, distintosi per insulti sui siti WEB arabi ed intimidazioni e minacce di morte verso due dei relatori, che sono stati prontamente invitati ad uscire dai presenti. L’iniziativa comprendeva anche la proiezione di audiovisivi ed un pranzo siriano di sottoscrizione.

Video realizzato per il Comitato contro la guerra di Milano.

https://www.facebook.com/comitato.milano.5?ref=ts&fref=ts

STOP THE WAR IN SYRIA! CIP SESTO S.GIOVANNI (2 of 5)

STOP THE WAR IN SYRIA! CIP SESTO S.GIOVANNI (3 of 5)

STOP THE WAR IN SYRIA! CIP SESTO S.GIOVANNI (4 of 5)

STOP THE WAR IN SYRIA! CIP SESTO S.GIOVANNI (5 of 5)

CIP "TAGARELLI" DI SESTO S.GIOVANNI (23 MARZO 2013)

LAVORATORI E SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (1 of 4)

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO. Sabato 23 marzo 2013, presso il C.I.P. “G.Tagarelli” (Centro di Iniziativa Proletaria) di via Magenta 8 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia, assemblea popolare con ordine del giorno: 1) Stato della trattativa con l’INAIL e informazione sulle cause legali contro l’INPS; 2) Giornata mondiale contro l’amianto e preparazione del corteo manifestazione di sabato 27 aprile in ricordo dei morti per amianto e altre sostanze nocive; 3) Varie. Coordinatore Michele Michelino ed interventi di Ettore Zilli (ex-deportato nei lager nazisti e rappresentante dell’ANED, Associazione Nazionale Ex-Deportati), di Daniela Trollio (comitato per la difesa della salute), di vari cittadini e di una rappresentante dei lavoratori dell’Ospedale S.Raffaele.

http://ciptagarelli.jimdo.com/

http://www.comitatodifesasalutessg.com/

LAVORATORI E SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (2 of 4)

LAVORATORI E SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (3 of 4)

LAVORATORI E SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (4 of 4)

 

LAVORATORI E SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (29 GIUGNO 2013)


COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO. Sabato 29 giugno 2013, presso il C.I.P. “G.Tagarelli” (Centro di Iniziativa Proletaria) di via Magenta 8 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia, assemblea popolare con ordine del giorno:

1) Stato della trattativa con l’INAIL ed informazioni sulle cause legali contro l’INPS

2) Iniziative di lotta in preparazione con tutte le associazioni e comitati a sostegno del Piano Nazionale Amianto e del disegno di legge Casson sull’amianto firmato da 40 senatori.

3) Varie ed eventuali.

Sono intervenuti Michele Michelino, Antonio Pizzinato (CGIL), Ettore Zilli (ANED), Massimo Gatti ed altri cittadini.

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OPERAI DELLA BREDA E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (1 of 3)

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO. Sabato 20 luglio 2013, presso il C.I.P. “G.Tagarelli” (Centro di Iniziativa Proletaria) di via Magenta 8 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia, presentazione del romanzo “La fabbrica del panico” di Stefano Valenti, edizioni Feltrinelli. Il romanzo si ispira ad una storia vera e racconta il dolore, le angosce ed i patimenti di una famiglia operaia davanti alla malattia e le lotte per la difesa della salute degli operai della Breda Fucine contro l’amianto e la nocività in fabbrica e nel territorio. Insieme ai lavoratori protagonisti ne hanno discusso Stefano Valenti (scrittore), Guido Viale (scrittore e giornalista), Michele Michelino (coordinatore), Daniela Trollio, Antonio Pizzinato, Concetto Liuzzo, Silvestro Capelli, Maria Palma, Filippo Minniti, Laura Tussi (giornalista), Ettore Zilli ed altri cittadini. E’ poi seguita una cena sociale.

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OPERAI DELLA BREDA E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (2 of 3)

OPERAI DELLA BREDA E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (3 of 3)

IL PROF GIANCARLO UGAZIO SU LAVORO E SALUTE (1 of 3)

 

Sabato 30 novembre 2013, presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia, presentazione del libro “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute” del professor Giancarlo Ugazio, con particolare riferimento ad amianto, elettrosmog ed MCS. L‘opera illustra le patologie umane causate dall’esposizione a tre dei principali tipi di agenti nocivi per il nostro organismo: quelli legati alla perdita di tolleranza ai composti ambientali esogeni (SCM), l’asbesto ed i campi elettromagnetici. Sono considerate sia le esposizioni occupazionali, sia quelle extralavorative. Sono inoltre descritte la multifattorialità eziologica e la multisistemicità delle condizioni cliniche, prestando soprattutto attenzione al sinergismo tossicologico (effetto cocktail) tra i tre tipi di agenti, tra loro e con altri patogeni. L’effetto perossidativo è il principale file rouge d’interazione tra i tre tipi suddetti di veleni. Un altro fattore unificante dei tre consiste nel fatto che tutti sono legati al “progresso”, cioè a quel profitto imprenditoriale che si attua attraverso lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, occultato con cura mediante la congiura del silenzio. L’uomo della strada (Green Man) potrebbe solo sperare che tutte queste conoscenze fossero in grado di agevolare la sua salute per mezzo della prevenzione dei rischi. E’ inoltre intervenuta la dottoressa Xenia Tkacova, cheha descritto il tema Endometriosi: aggiornamento biomedico, etico e sociale”. Questa sindrome ricorda la MCS, in quanto dipende dall’esposizione a veleni ambientali, mentre le malattie derivate sono avvolte dalla “congiura del silenzio”. Attualmente si conta una donna malata di endometriosi su otto. Moderatore Michele Michelino.

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IL PROF GIANCARLO UGAZIO SU LAVORO E SALUTE (2 of 3)

IL PROF GIANCARLO UGAZIO SU LAVORO E SALUTE (3 of 3)

GIORNATA DELLA MEMORIA 2014 (PARCO NORD MILANO)

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2014. PER NON DIMENTICARE!

 

Manifestazione tenutasi sabato 25 gennaio 2014 presso il Monumento alla Deportazione del Parco Nord Milano a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia.

 

Il 27 gennaio 1945 il campo di sterminio nazista di Auschwitz (Oswiecim) veniva finalmente liberato dai soldati dell’Armata Rossa sovietica, che vi trovarono una manciata di superstiti affamati, infreddoliti ed in pessime condizioni fisiche.

 

Questo video è dedicato a tutti coloro che sono stati deportati nei lager e non sono più tornati: antifascisti, comunisti, socialisti, socialdemocratici, democratici, studenti, operai, impiegati, prigionieri di guerra, IMI (Internati Militari Italiani), partigiani, Ebrei, Rom, uomini, donne, anziani, bambini, ecc. provenienti da ogni angolo dei territori europei occupati, vittime innocenti del sanguinario e sadico mostro nazifascista.

 

ETTORE ZILLI: MEMORIE DELLA DEPORTAZIONE (22 FEBBRAIO 2014)

 

TESTIMONIANZA DI UN PARTIGIANO DEPORTATO A DACHAU.

Sabato 22 febbraio 2014, presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, Italia, con la collaborazione di Michele Michelino video intervista a Ettore Zilli, nato il 17 dicembre 1924 a Zoppola (Pordenone), partigiano della Brigata Osoppo, deportato in vari lager nazisti tra cui quello di Dachau, liberato il 29 aprile 1945 dall’esercito USA e per vari anni Presidente della sezione ANED (Associazione Nazionale Ex-Deportati) di Sesto S.Giovanni.

“Mi chiamo Ettore Zilli. Sono nato il 17 dicembre del 1924 a Zoppola, località Ovoledo Castions, da una famiglia contadina e molto numerosa. Io sono il primo di dieci fratelli. Mio papà era un invalido della Grande Guerra ed anche lui era uno di dieci fratelli sparsi un po’ ovunque. I miei zii erano tutti antifascisti e per questo gli fu somministrato l’olio di ricino nel 1922, furono processati e condannati: uno fuggì in Messico proprio due giorni dopo la mia nascita. Sono dunque cresciuto in mezzo all’antifascismo. A scuola ho dovuto fare il balilla e l’avanguardista e fu proprio lì che presi il mio primo schiaffo dai fascisti, perché non volli andare all’adunata il giorno della dichiarazione di guerra. Scoppiata la guerra io ero ancora giovane e con i miei compagni cercavamo occasioni di divertimento andando a ballare nelle balere, dove venivano anche i militari ed eravamo proprio noi a preparargli da mangiare. Dal marzo del 1943 andai a Fiume come civile militarizzato per costruire i rifugi per i militari. Con l’8 settembre ci fu l’armistizio e subito la sera stessa i partigiani vennero per avvisarci di tornare a casa. Sapevamo che l’armistizio avrebbe fatto arrivare i tedeschi come invasori e due giorni dopo il rientro a casa andai con i partigiani a recuperare del materiale dalla caserma dei carabinieri. Io prelevai dei fucili che nascosi nel fienile. Come ci aspettavamo estesero la legge tedesca fino a Venezia. Sulla porta di casa dovevamo appendere lo stato di famiglia con la sottolineatura in rosso per i componenti in età militare. Io ero segnato in rosso. Sapendo che ero di una famiglia antifascista, i partigiani vennero a cercarmi e mi chiesero di unirmi a loro: così fu. Dormivo a casa ma facevo la staffetta. Portavo viveri e altri oggetti utili; andavo anche a ritirare il materiale dei lanci che venivano effettuati dagli alleati per rifornire i partigiani. Dopo vari trasporti fui arrestato: era il 28 ottobre del 1944 e con me c’erano 34, o 35 persone. Ci portarono davanti al muro della fucilazione ma non spararono, forse eravamo in troppi. Ci trasferirono nelle carceri di Pordenone dove rimanemmo 8 giorni, stipati in 12 per ogni cella. Ci trasferirono poi a Udine, facendoci sfilare per la città come se fossimo dei delinquenti legati l’uno all’altro con catene, ma la città diede una risposta forte a questo primo tentativo di annientare le nostre personalità, chiudendo tutte le persiane in segno di disapprovazione al momento del nostro passaggio. Fu un vero e proprio atto di sfida nei confronti dei tedeschi, che ci diede coraggio. Anche a Udine mi toccò scendere ben due volte al muro della fucilazione, ogni volta che uccidevano un tedesco. Scampato alla morte entrambe le volte fui portato in stazione con un camion insieme ad altri compagni e stipato in un vagone che conteneva 40 persone circa. Con noi c’erano anche 7 ragazze dell’alto Friuli. La destinazione di quel convoglio era Dachau. Durante il tragitto, all’altezza di Salisburgo, ci fu un bombardamento che ci tenne fermi ancora da civili a lavorare per sistemare la ferrovia. Dopo due mesi ci portarono nel campo di smistamento a Zwass, presso Innsbruck, dove restammo un altro mese a lavorare nelle miniere di argento e poi si aprirono anche per me le porte del campo di sterminio: prima Rakenau e poi Dachau. La storia di Dachau è nota, dunque non mi ci soffermo. Vi dico solo che tornato in Italia mi ci vollero ben due anni per ricuperare. Ero disoccupato e lavorai in nero al mulino di Zoppola. Dal 1950 mi sono trasferito a Sesto S.Giovanni, dove ho lavorato alla Pirelli per 35 anni”.

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